Anima In Technicolor

Anima in technicolor – Progetto pensato, studiato e ideato da René Ciampa
Anima in technicolor: Nell'immagine si vede René he tiene in mano un quadro raffigurante un proiettore disegnato a mano

Anima in technicolor, un mix di colori. Dalle tonalità e sfumature particolari create con i miei colori a base di —- ricetta segreta —- che possono regalare delle sfumature impensabili.

La pittura intuitiva, quella che ho iniziato a sperimentare grazie alla mia amica artista Antonietta Righetti, nel tempo mi ha aiutato a pensare a questa idea di progetto.

Dunque, veniamo al progetto.

Alice in wonderland

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Alice è una diciassettenne che rifiuta un matrimonio combinato, così fugge dalla festa dove avrebbe dovuto essere presentata in società e si trova in un mondo popolato da creature fantastiche. "La gente vede la follia nella mia colorata vivacità e non riesce a vedere la pazzia nella loro noiosa normalità." Cit. Il cappellaio matto (Johnny Deep)

Non perdetevi L’invito alla riflessione che ho inserito e riguarda uno dei quadri contenuti in questa galleria.

La scelta del nome – Anima in technicolor

Perché ho scelto come titolo “Anima in Technicolor“?
Perché proprio in Technicolor? Non è un caso, di motivi ce ne sono quanti ne vogliamo. Il primo è perché ho voluto coniugare la mia arte – in questo caso i miei astratti – alla smoderata passione di mio marito che ha nei confronti della pellicola cinematografica.

Il secondo motivo è il Technicolor che, psicologicamente parlando, mi affascina parecchio. Fino a qualche tempo fa non sapevo questa cosa che ora sto per chiedervi. Secondo voi, i colori, nel cinema sono messi lì per caso? La risposta è NO! Come voi, l’ho scoperto anche io qualche tempo fa, durante questa ricerca.

Per intenderci, per cinema non intendo la multisala.

Lo Studio

Non è stato semplice però. Ho dovuto fare degli studi, non essendo del campo, ho impiegato circa due mesi per capire e comprendere almeno quella minima parte su come funziona.
Chi ha visitato la mostra mi ha chiesto: “Ma i quadri che hai fatto, sono ispirati ai film? Cioè hai creato dopo aver visto il film”? No, rispondo. I quadri sono arrivati molto prima. Sono nati in un momento in cui era quello giusto per far vibrare la mia anima e far uscire quello che avevo dentro. Uno di loro in particolare, (che non ha ne titolo ne nome del regista ne anno) mi ha dato quella scossa interiore che ha iniziato a farmi pensare ad un film, un Horror (per questo motivo non ho voluto scrivere il titolo, per non ledere la sensibilità altrui).

Era il colore e l’emozione che mi riportava a quel tipo di film. Ora non vi sto a dare ulteriori dettagli, ma il concetto è questo.

Man mano che sfogliavo i miei quadri (sono fatti su fogli di tela) riuscivo ad immaginare scene di altri generi che spaziano dal drammatico al fantasy tant’è che, lo posso dire ad alta voce: Lo studio dei colori e sul loro significato in ambito cinematografico è un lavoro lungo ma molto divertente.

Si scoprono certi titoli che non immaginavi nemmeno l’esistenza.

Un po’ di storia sul technicolor:

(FONTI WIKIPEDIA)

Technicolor è una serie di procedimenti di cinematografia a colori creati dalla Technicolor Motion Picture Corporation, ma è anche il nome dell’azienda statunitense che ha messo a punto il procedimento (la Technicolor Motion Picture Corp.

Nel 2015 Technicolor compie 100 anni: la storica azienda “Technicolor Motion Picture Corp”. è stata fondata il 19 novembre 1915 da Herbert T. Kalmus

Prima della nascita della Technicolor, società guidata da Herbert T. Kalmus nel 1915, e divenuta metodologia cardine del cinema a colori, George Méliès*, attratto da effetti speciali di ogni tipo, aveva iniziato a colorare le pellicole a mano, fotogramma per fotogramma. Un’operazione laboriosa, che richiedeva tempo e pazienza e spesso il risultato non era all’altezza delle aspettative. «Sin dall’inizio si è cercato di ottenere un colore che rispecchiasse la realtà, più naturale, ma era veramente difficile da un punto di vista pratico, per questo la tecnica del Technicolor è frutto di diversi esperimenti »

*Marie-Georges-Jean Méliès, (Parigi, 8 dicembre 1861 – Parigi, 21 gennaio 1938), è stato un regista cinematografico, attore e illusionista francese.

Viene riconosciuto come il secondo padre del cinema (dopo i fratelli Lumière)

A lui è attribuita l’invenzione del cinema fantastico e fantascientifico (che filma mondi “diversi dalla realtà”)

È universalmente riconosciuto come il “padre” degli effetti speciali. Scoprì accidentalmente il trucco della sostituzione nel 1896 e fu uno dei primi registi a usare l’esposizione multipla, la dissolvenza e il colore (dipinto a mano direttamente sulla pellicola). Il critico e storico del cinema Georges Sadoul lo definì “Il Giotto della settima arte”

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