L’arte sta nel creare qualcosa anche se potrebbe risultare matematicamente impossibile.

Categoria: arte

Vari colori che fluttuano nell'aria. I colori del vento

I colori del vento

Succede spesso che quando passeggio immagino I colori del vento.

Un colore per il clima di ogni stagione e per ogni evento naturale che possa in qualche modo cambiare il corso della nostra vita. Oppure il colore dell’aria improvvisa che si alza e per qualche motivo ci cambia l’umore della giornata.
Per esempio; sto camminando e ad un certo punto il bellissimo e costoso cappello che ho in testa inizia a svolazzare fino ad allontanarsi da me, tanto da non riuscire a corrergli dietro.
Una folata di vento improvviso me lo ha tolto e lo ha fatto perdere. Che colore potrei dare a questo evento? Forse quello dell’emozione che in quel momento pervade la mia mente. E che di che colore è quell’ emozione?
Sarebbe bello se il vento avesse queste sfumature.

Azzurro per l’inverno. I colori del vento.

 Soffi di colore che accompagnano ogni nostro passo nella neve, ogni fiocco che scende dal cielo e che si posa sui nostri capelli, le nostre mani fredde e prive di guanti.

Oppure Rosso rubino… I colori del vento.

…per il vento di un’estate rovente. 
Seduti sotto un albero per cercare un po’ di refrigerio mentre il colore fluttua e riscalda i cuori oppure che ci accompagna nel tuffo in una grande piscina o tra le onde del mare.

Giallo, bello come il sole. I colori del vento.

Quel vento leggero che accarezza la pelle profumata sotto l’ombrellone e accompagna i nostri pensieri, che ci segue in una lunga passeggiata sul bagnasciuga, che ci coccola regalandoci la calma di una ninnananna e ci fa addormentare sul lettino.

Arancione, quello autunnale…

…che culla le foglie che cadono degli alberi facendole posare lentamente a terra, oppure folate che le fanno sollevare donandogli una forza che solo il vento possiede.

Verde frizzantino

Per il vento di primavera che accarezza i prati e fa muovere anche il più piccolo stelo di fiore giallo, rosso o azzurrino e ci inebria con i loro profumo richiamando in noi una gioia improvvisa mente siamo sdraiati a fantasticare con le nuvole.

Marrone

Per gli uragani che sradicano alberi, spezzano vite e in un batter d’occhio distruggono interi paesi e li affoga in terra e fango.

Blu

Per il vento di notte che penetra nel silenzio assordante delle tenebre, che fischia per disturbare i sogni e i gemiti gli amanti.

Nero

Per il vento che sprigiona un treno ad alta velocità che sfreccia verso nuove stazioni e nuove mete.

Grigio

Per il leggero venticello di un tempo uggioso in una calma giornata di febbraio.

Bianco

Per quel soffio di vento calmo che accarezza il fiocco di nascita appeso ad una porta.

PS: L’immagine che ho scelto di utilizzare come “immagine in evidenza” l’ho selezionata perché rappresenta bene ciò che ho immaginato mentre scrivevo questo testo. Dunque, fatevi trasportare anche voi dall’immaginazione, ascoltate il vento mentre passeggiate, fatevi cullare da esso, fate attenzione ai suoi profumi ma non solo.

Foto immagine in evidenza di Chris Martin da Pixabay

Invito alla riflessione

-Invito alla riflessione- Il titolo della mia prima personale in ambito “pittura, era ed è tutt’ora “Anima in Technicolor“.

invito alla riflessione: testa di uomo disegnata in grafica con punto di domanda
Foto di Gordon Johnson da Pixabay 

In tanti mi hanno chiesto se i dipinti fossero ispirati a quei titoli. Diciamo che l’ispirazione, o meglio l’idea di collegarli ad alcuni film è arrivata un paio di mesi dopo averli dipinti. Successe così, un po’ per caso. Avete presente quando ci troviamo a fissare un punto che non ascoltiamo nemmeno chi in quel momento ci sta parlando? Ecco, proprio in quel momento e in cui mi trovai di fronte ad uno di quei dipinti. Come avrete notato, in tutto sono dieci ma solo uno è ancora senza titolo e vi ha riportato a questa pagina.

Il quadro “No Name”

Il titolo che avevo in mente l’ho tralasciato apposta perché quando lo guardai ci vidi dentro un Horror. Ho pensato bene di riportarvi solo una piccola citazione dell’attore principale di questo film:

“Le cose non hanno una logica chiara: Il buono non porta ne al buono ne al cattivo, la gente ruba e non viene arrestata, vive una vita comoda. Altri mentono, imbrogliano e vengono eletti; C’è chi si ferma ad aiutare un automobilista in panne e viene travolto da un tir che corre spedito. Non c’è spiegazione. Quello che conta è giocarsi bene le carte che abbiamo.”

Cit. John Jigsaw (Tobin Bell)

Durante questa esposizione ho voluto portare rispetto per chi si fermava ad osservarlo perché non tutti amano certi generi. Dunque….

Da qui nasce la riflessione – Invito alla riflessione

Ho voluto coinvolgere il mio pubblico invitandoli “a riflettere”.

Di fianco al quadro, che era il capofila, c’erano dei fogli appesi e uno di questi riportava quanto segue:
” Il rosso, così come ce lo immaginiamo, come colore tipicamente caldo, senza limiti, agisce interiormente come un colore assai vivace, acceso, inquieto, il quale non possiede però il carattere di prodigalità del giallo, che si consuma spandendosi da tutte le parti, bensì genera, nonostante tutta la sua energia e intensità, una forte nota di un’energia immensa, quasi consapevole del proprio fine. (Wassily Kandinsky)”

La mia curiosità

Si avete letto bene, ero curiosa di sapere cosa pensassero i miei “spettatori” alla visione di questo quadro; sicché in allegato a questa frase di Kandinsky, ho fatto una domanda:

Che film ti ispira questo quadro astratto?
Premetto che il primo messaggio, non riguarda proprio questo quadro ma mi è piaciuto il fatto che anche altri di loro, hanno trasmesso qualcosa.

“Come già afferma l’artista René, il rosso è un colore caldo, senza limiti sì, perciò decisivo. Mi ha trasmesso molto nel dipinto che rappresentava Alice in Wonderland. Non tutti osano vivere un forte contrasto nel quotidiano. “È bello saper osare” pensando ai contrasti…..seguendo la vivacità che possediamo in noi stessi.

Le risposte alla mia domanda

“Spirit – Cavallo selvaggio” (Regia di Kelly Asbury, Lorna Cook, anno 200
“La Passione di Cristo” (Regia di Mel Gibson, anno 2004)
“Il racconto dei racconti” (Regia di Matteo Garrone, anno 2015)
“Il signore degli anelli” (Regia di Peter Jackson, anno 2001)
“Balla coi lupi” (Regia di Kevin Costner, anno 1990)
“Alien” (Regia di Ridley Scott, anno 1979 )
“Il bene e il male” ( Regia di Martin Scorsese, anno 2006)
“In fondo al bosco” (Regia di Stefano Lodovichi, anno 2015)
“Le cronache di Narnia” (Regia di Andrew Adamson, anno 2005)

E poi continuano così

“Red Dragon” ( Regia di di Brett Ratner, anno 2002)
“L’odore del mosto selvatico” (Regia di Alfonso Arau, anno 1995)
“La pazza Gioia” (Regia di Paolo Virzì, anno 2016)
“Suspiria” (Regia di Luca Guadagnino, anno 2018 V.M. 14 anni)
“Shining” (Regia di Stanley Kubrick, anno 1980)
“La casa” (Regia di Sam Raimi, anno 1981)
“Il signore degli anelli” (come sopra)
“Il Dio serpente” (Regia di di Piero Vivarelli, anno 1970)
“Nightmare” (Regia di Wes Craven, anno 1984 V.M. 14 anni)
“Chocolat” (Regia di Lasse Hallström, anno 2000)
“Il silenzio degli innocenti” (Regia di Jonathan Demme, anno 1991)
“Enter the Dragon” – I 3 dell’operazione Drago – (Regia di Robert Clouse, anno 1973)

Altre Ispirazioni – invito alla riflessione

“Mandala del sol levante dell’asia”
“Questo quadro mi fa pensare ad un bosco fatato, nel quale si possono nascondere folletti dispettosi che spuntano all’improvviso per spaventare chi si trova a passare di lì”

Detto questo, voi cosa ci vedete in questo “No Name”? Me lo fate sapere?

Se si, visita la mia pagina Facebook segnalata qui sotto e mandami un messaggio privato!

To my Art-Origamistic world

Immagine copertina libro

Con questa pubblicazione voglio raccontarvi tutto quello che c’è dietro e dentro questo mio mondo origamistico.

To my Art-Origamistic world, dal sogno alla realtà. Perché i sogni, con i giusti agganci e conoscenze possono realizzarsi; ci vole del tempo ma ne vale davvero la pena!

È la prima volta che pubblico diagrammi, magari ci saranno o i grandi professionisti riscontreranno errori, ma per una “neofita” come me che non sta ferma un attimo, è un ottimo inizio se non un grande traguardo. È un intreccio fatto di diagrammi, storie e disabilità che ci fanno capire che se l’arte – in particolare gli origami – viene usata bene, può raggiungere alti livelli e non solo. Usata come si deve può fare tanto, anche quello che non immaginate.

È una sfida che mi son voluta dare da qualche anno a questa parte; dalla non conoscenza della materia, a piccoli passi è arrivata anche ad inventare alcuni origami contenuti in questo libro. Una sfida per sfidare me stessa.

Per to my art-origamistic world, dovrei ringraziare molte persone per il supporto morale, d’aiuto e non solo, ma vorrei farlo come dico io, non scrivendo solo due semplici righe.

Gemella Diversa ha la sua storia ed è una chicca che fa parte di questo libro, da leggere e sfogliare, per provare a piegare!

….e anche “Pippastrella” ha un suo perché. Non vi resta che scoprirlo!

Potete acquistarlo cliccando sullo store di YOUCANPRINT oppure direttamente da me se siete in zona e volete una dedica!!!

Altri Store dove acquistarlo:

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Friedrich Wilhelm August Fröbel

La Storia di Fröbel

Friedrich Wilhelm August Fröbel (Oberweißbach, 21 aprile 1782 – Marienthal, 21 giugno 1852) è stato un pedagogista tedesco, definito il Pedagogista del Romanticismo è universalmente noto per aver creato e messo in pratica il concetto di Kindergarten (Giardino d’infanzia corrispondente all’odierna scuola dell’infanzia).

Con i Giardini di Infanzia inizia un nuovo modo di concepire, vedere ed educare la natura infantile.

Il bambino, infatti, avverte il bisogno irrefrenabile di esprimere il proprio mondo interiore, e lo fa non attraverso il linguaggio ma attraverso il gioco.

Per Friedrich Wilhelm August Fröbel il giardino di infanzia rappresentava una palestra dove si allenavano educatori, genitori e bambini in un luogo di partecipazione comunitaria….

FONTE: WEB

IL PENSIERO DI Friedrich Wilhelm August Fröbel


La pedagogia e la didattica di Fröbel, sono la derivazione di una concezione generale della realtà, che gli viene suggerita in parte dal sentimento e in parte dalla corrente idealistico-romantica del tempo.
Vede la natura e l’uomo come manifestazione dell’Assoluto.
Nell’ uomo che è l’espressione più alta della realtà, perché dotato di coscienza, è presente un’energia creatrice simile a quella di Dio.
Quest’energia si esprime soprattutto con il lavoro, che è l’espressione del divino presente nell’uomo.
Lo stesso si può dire per il gioco del bambino, anche questo è l’espressione del suo spirito creativo, l’attività esclusiva e preminente nella quale lo spirito del bambino si manifesta.
L’educazione si compie attraverso varie fasi, ciascuna delle quali condiziona la seguente, ma ognuna è valida e importante per se stessa.
Non si può diventare veri uomini se non si è stati veramente bambini.
Si comprende come per Froebel sia importante l’infanzia e il gioco, che ne è la manifestazione più genuina.
Ogni età ha le sue caratteristiche e il suo valore, non soltanto in vista dello sviluppo futuro, ma anche nel momento in cui si attua.

L’INFANZIA E IL GIOCO

L’autonomo valore dell’infanzia e l’importanza del gioco, espressione libera, spontanea dell’intera personalità del bambino, sono scoperte che fanno la grandezza di Froebel, ma ne L’educazione dell’uomo, vi sono infiniti altri spunti psico-pedagogici riferiti all’infanzia.
Il bambino nel suo apparire nel mondo è “confuso” nell’ambiente, poi comincia a distinguere gli oggetti da sé e a percepire la propria distinzione da essi.


Froebel è dell’idea che è bene tenere desta l’attenzione del bambino fin dai primi momenti, per stimolarne l’attività spirituale.
Con la parola, il bambino comincia a porsi in relazione con gli oggetti; il gioco non è un semplice trastullarsi, ma è la manifestazione totale del bambino, che parla con gli oggetti come se fossero vivi, proiettando in essi il suo mondo interiore; è quindi un mezzo utilissimo per scoprire la tendenza dell’uomo futuro.
Vi è quindi una celebrazione del gioco, attraverso il quale il bimbo dapprima si pone in relazione con se stesso, poi con le cose e con gli altri apprendendo naturalmente….

FONTE: studenti.it

LA STELLA

Utilizzata ideata e creata da Fröbel per avvicinare i bambini alla matematica tramite la manualità esercitata in piegature e intrecci.

(La mia piccola versione)

Friedrich Wilhelm August Fröbel stern

Pittura Intuitiva

Pittura Intuitiva

La pittura intuitiva : solo con le mie mani, 1 bastoncino di legno e INTUIZIONE

Oramai si sa e va così. Basta che c’è del colore e io mi butto a capofitto. Non importa se siano fogli colorati. Tempera o altro.

L’importante è far viaggiare la mia mente che, attraverso i movimenti delle mani bagnate di colore, imprimono quel qualcosa che non tutti capiranno. Poc’anzi ho parlato di carta colorata perché il mio percorso artistico nasce col piegare origami e inventarne anche qualcuno, per poi aggiungere qualche filo di quilling ed ora, il colore sulle mie mani. Qui però c’è da partire dal principio visto che non lo facevo dalle scuole medie, intorno agli anni ’90.

Perché ho ripreso a pitturare?

Tutto è ricominciato dall’evento a cui ho partecipato questa estate e cioè “Popsophia”. Il tema in questione era “il Sogno” o meglio “Dreams are my reality”

“I sogni sono la mia realtà
l’unico genere di fantasia reale
le illusioni sono una cosa comune
io cerco di vivere nei sogni
e mi sembra che debba essere così”

Ecco, questo è l’elemento centrale per la quale io ho ripreso a pitturare. Sono andata a comprare delle tele di cotone già montate e dei flaconi di tempera e ho cominciato. Era bellissima la mia idea iniziale, il grande progetto, il mio sogno: Un quadro con sfondo dai colori tenui, dal lato sinistro partivano le mie impronte fino al centro e poi mio marito continuava con le sue. Invece questo è il risultato.

I SOGNI DELL’ARTISTA -pittura intuitiva

“Nella mia vita, come quella di tanti altri, sono racchiusi molti sogni. Realizzabili, irrealizzabili e in particolar modo, surreali. Si perché le mie mani che non ho mai avuto, le sogno spesso. Quando per esempio sogno me stessa in qualsiasi situazione, non mi vedo così come nella realtà. Le mani affusolate, come quelle dei miei fratelli, unghia lunghe e colorate, di rosso forse. Invece le mie impronte impresse, indelebili nel tempo, sono li sul quadro. I sogni realizzati sono due: il primo è quello di essere arrivata a questo punto. Il secondo è rappresentato con due impronte, l’una dentro l’altra, e cioè io e mio marito. Perché nonostante tutto ho lottato per arrivare a ciò.”

DREAMY STAR – STELLA SOGNANTE

“Frammenti di stelle che vagano nello spazio, in cerca di qualcuno che faccia avverare i sogni in essi contenuti. Da qualche anno a questa parte mi sento un po’ tale, una piccola e appena nata stella sognante. Non sono finiti dunque i miei sogni. Una frase di Carl Gustav Jung che un po’ mi rappresenta: “Non sono quello che mi è successo, sono quello che ho scelto di essere.” Perché ho scelto questo, il desiderio di farcela e con l’aiuto più prezioso che io abbia mai ricevuto per arrivare a tutto ciò. La mano che mi ha teso mio marito, dall’inizio della nostra storia.”

INFINITO

“Immaginate se l’infinito non esistesse, saremmo tutti senza speranza. Invece no. Abbiamo questa fortuna da quando è nato il mondo, la storia della vita e dell’umanità. In pochi ci fanno caso forse, ma esistono cose per cui vale vivere che sono infinite. Per esempio i sogni. Loro sono una parte di noi che ci tiene vivi, nessuno ne è privo, eppure in tanti non gli danno il giusto peso. Il mio infinito è questo. Quello che state guardando.”

Giudizi sinceri

Non so voi ora che giudizi potreste avere. Per esempio, Luca, un caro amico che è venuto a trovarmi con sua moglie Sara, mia carissima amica, ha pianto leggendo le parole del primo quadro.

Vi prego di una cosa però:

COSE DA NON FARE: Non datemi giudizi positivi solo perché ho una disabilità. Non mi piacciono questi atteggiamenti e queste smancerie.

Tornando al discorso principale, dopo Popsophia, ho iniziato a fare delle ricerche sulla pittura con le mani. Interessanti gli articoli che ho trovato in rete. Vi riporto qualche stralcio, parole che mi sono entrate nel cuore.

Dipingere con le mani…

“Dipingere con le mani è invece un vero e proprio tuffo nel colore, una pittura coinvolgente, fisica, istintiva, catartica, totale, non è una tecnica artistica, in realtà non c’è niente da imparare, ne un modo giusto e uno sbagliato di fare, ma sostanzialmente è un gioco e proprio per questo è estremamente semplice e accessibile a tutti. Può aiutarti chiudere gli occhi qualche istante e concentrarti sul tuo respiro e sulle sensazioni che stai provando mentre le tue mani si muovono: il colore è bagnato, fresco, cremoso, fluido?… Ti procura piacere oppure fastidio?”

“Puoi seguire l’emozione del momento o sperimentare ogni possibile gesto e vedere che segno lascia. Percepisci il contatto prima dei polpastrelli poi con la mano aperta senti tutto il palmo e ancora chiudi il pugno, dipingi con le nocche, con il dorso, con le unghie, con la mano a taglio… Puoi sperimentare una pressione forte, un gesto impetuoso o un tocco leggero. Puoi sfiorare con delicatezza il dipinto, accarezzarlo, tamburellare giocosamente, battere con vigore, graffiare…Ogni gesto lascia la sua impronta unica e irripetibile: morbida, voluttuosa, fluida, sensuale… oppure incisiva, tribale, penetrante… Ogni segno è espressione tangibile di un’emozione, di una parte di noi.”

“Le mani hanno una loro antica memoria, se le lasci libere di danzare sul foglio sembrano quasi dipingere da sole, sanno come muoversi, sanno che ritmo prendere… Le mani hanno un filo diretto con la nostra parte più autentica e profonda, ci collegano alla nostra sorgente creativa.”

Testo preso da un articolo Dipingere con le mani sul blog di un’Artista (Antonietta Righetti) con cui ho scambiato anche qualche parere e qualche idea.

Continuo a sfogliare il suo blog e mi soffermo su un altro testo: La Pittura Intuitiva

“Il termine pittura intuitiva si riferisce a quella particolare modalità di dipingere in modo libero, affidandosi al proprio sentire e lasciandosi guidare dall’intuito creativo. Dipingere in questo modo ci dà la possibilità di eludere le trappole del pensiero e bypassare condizionamenti e strutture mentali per lasciare affiorare la nostra parte più autentica e profonda.”

” Lasciare che le mani danzino liberamente sulla tela ti dà modo di tuffarti letteralmente nel dipinto, di avere con il colore un contatto diretto e non mediato dal pennello.”

Ringraziamenti

Ringrazio Antonietta, perché è riuscita (anche se lei non lo sa ancora) a darmi una carica pazzesca e non solo, mi ha fatto un dono bellissimo, una ricetta per creare colori personalizzati. Non i soliti che troviamo in giro.

VENUS– pittura intuitiva

Dipinto su Tela pitturato con le mani, con colore di mia produzione fatto di tempera e Maizena. (era il preferito di Philippe Daverio)

*Venus è una delle maggiori dee romane principalmente associata all’amore, alla bellezza e alla fertilità, l’equivalente della dea greca Afrodite.

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Quilling Antica Arte

Quilling Antica Arte

Il quilling è un’ arte antica – come l’origami – e veniva utilizzato soprattutto nei monasteri per abbellire le copertine dei libri sacri ma loro utilizzavano strisce d’oro.

Questa è la mia sintesi ma in rete si trovano svariate versioni più o meno simili.

Per cosa viene utilizzata

Questa è una tecnica che tutti possono provarla, perché oltre ad essere estremamente semplice, consiste nell’arrotolare le strisce di carta più o meno lunghe e colorate.

Tutto sta ad imparare a capire le basi. Il bello viene dopo, quando c’è da assemblare tutti i rotolini precedentemente sagomati a proprio gusto e piacere. Si possono creare quadri e oggetti particolari e colorati.

Attrezzi utili

Molte persone che creano con questo tipo di tecnica, hanno a disposizione moltissimi attrezzi:

Fringer quilling: è un attrezzo che serve per fare la frangia alle strisce di carta per poi comporre dei fiori

Mandrino 4 forme quilling: usato anche per creare gioielli di bigiotteria

Pinzette 13 cm

Mascherina cerchi

Penna doppia punta quilling

Pettine quilling

Stencil quilling con fondo di sughero

Crimper quilling

Colla Vinilica

Cosa usavo io all’inizio

All’inizio ho utilizzato materiali diversi ma con la stessa funzione.

materiale quilling antica arte

– Una taglierina per tagliare le strisce
– colla vinilica
– una forbice
– una squadra da disegno (che utilizzavo solo nei primi giorni)
– due bastoncini per spiedini
– uno stuzzicadenti
– una pinzetta
– un cerchietto bianco (quelli dei cerotti a nastro)

Nonostante siano oggetti completamente diversi, – a parte la maschera cerchi – in qualche modo sono riuscita comunque a creare piccole cose di grande effetto. 

Lavori artistici “quilling” personali -quilling antica arte

Come promesso inizio col mostrarmi un paio di lavori che ho fatto all’inizio, non sono perfetti ma piano piano riuscirò a migliorare.

……SEZIONE IN AGGIORNAMENTO………

Origami arte e cultura

La bellezza nell’infinito

Cosa intendiamo per origami arte e cultura? Probabilmente lo capirete leggendo queste righe.

Alcune di voi, sicuramente si staranno chiedendo il perché io abbia scelto questa disciplina tanto complicata quanto affascinante.

Sicuramente oltre al resto, è che l’ho scelta perché risulta difficile per chi ha le mani.

Ma -forse- quasi impossibile per chi non le ha, mi ha ancor di più attirata ma avevo bisogno di distrarmi, questa è la verità. Di conseguenza, eccomi qua.
Così
, un bel giorno cercai in rete qualcosa che mi potesse ricondurre a questi piccoli oggetti di carta.

La storia

L’origami ha una storia molto antica ed affascinante, non ve la sto qui a scrivere ma la potrete trovare sul link poco più sotto ma voglio riportare qualche frase:

“Secondo la tradizione, l’invenzione della carta sarebbe avvenuta in Cina agli inizi del II secolo d.C., sotto il regno dell‘imperatore Hedi (r. 88-105) della dinastia degli Han Orientali (25-220)…” Continua su Centro Diffusione Origami

Da dove inizio

Per gli inizi dicevo sempre:” Magico Youtube”, ci sono un sacco di video tutorial, dai più semplici a quelli più complicati. Iniziai a prendere fogli di carta usati, cominciai a piegare all’infinito e iniziai a prenderci “mano”. Dovevo trovare il vero senso di una piega perfetta, si, esatto, avete capito bene: “PERFETTA” e l’ho trovata.

Indispensabili Pazienza e Passione

Tenete presente che è qualche anno (pochi rispetto a chi piega da anni) che mi sto destreggiando tra carte colorate, cartoncini e pellicole cinematografiche, quindi se volete cimentarvi anche voi; provate e poi fatemi sapere.

L’unica cosa richiesta e che in pochi possiedono, è: “TANTA PAZIENZA” e Passione.
Ho fatto di quest’arte una terapia personale; è come se più piegavo e mentalmente mi sentivo meglio.

Una terapia indolore e senza controindicazioni, la mia.

La sfida origami arte e cultura

aereo origami sfida arte e cultura


E sì, qualcuno ha voluto sfidarmi.
Successe quando ancora non sapevo di arrivare fino a qui.

Un Ragazzo di Cesena, conosciuto su un social, quando ha scoperto che stavo per iniziare a cimentarmi in quest’arte particolare, oltre al fatto di non crederci, mi lanciò questa sfida.

Su Facebook mi condivise in privato un link con un video tutorial, ero solo all’inizio. Ma come potevo secondo lui fare una roba del genere?

Nemmeno io ci credevo, se devo essere sincera.

Presi respiro qualche minuto e accolsi la sfida.
Ci impiegai un po’ di tempo per capire la tecnica. Sembra facile eh? Ma
quello che state guardando in immagine è la mia versione.

Seguendo il tutorial ce l’ho fatta e come potevo non utilizzare la mia testardaggine per superare questo momento? Così, un modello che mi sembrava difficilissimo, ad oggi sembra quasi facile per me.

Piccoli e grandi affetti tra origami arte e cultura

stella marina 3D origami arte e cultura

A MIO NIPOTE GIOELE…
Questo è un dono che ho volute fare a mio nipote Gioele.
Non è un vero e proprio origami ma ha il suo fascino.
Un giorno durante una conversazione mi ha detto che durante la vendita dei libri nella sua scuola, lui ha scelto di prendere un libro che tratta di origami perché gli avevo messo curiosità ed era rimasto affascinato

AGRITURISMO POMO D’ORO
Un omaggio allo staff del mio agriturismo preferito,
Creato con tre tipi di tecniche:
Pirografia
Quilling
Origami.

Non sono molto pratica di pirografia ma ci provo; mi piace questa tecnica anche se non so darvi una plausibile spiegazione. Così tanto per non farmi mancare nulla, anch’essa fa parte di quelle cose che mi rilassano.

Ho voluto usarla per creare il fondo del mio quadretto, poi dargli una spennellata di Flatting per dare lucentezza al legno e non solo.

Sul disegno creato ho iniziato a decorare con la tecnica quilling: ho usato carta rossa e creato qualche sfumatura di arancione e infine ho aggiunto una gru in origami. Naturalmente dietro a questo quadro, ho scritto a mano la mia dedica; ma non sarà leggibile a tutti proprio perché questo mio gesto è stato fatto col cuore e solo coloro che fanno parte dello staff hanno questo privilegio di leggerlo.

e per finire…

LA TAZZINA DI CAFFÈ
Visibile presso il Caffè del Teatro Cerolini

così, tanto per non farci mancare un bel caffè creativo!

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Un'artista dell'origami….foto che rappresenta René Ciampa con origami in testa

Chi sono? Un’artista dell’origami.

Se siete arrivati fino a qui è perché volete saperne di più su di me. Una domanda però potrebbe passarvi per la testa e cioè: Perché la chiamano un’artista dell’origami?

Partiamo dal principio

…Umberto Tozzi canta: “A cosa servono le mani, non saprei…”

Già, effettivamente non lo so a cosa servono, non avendole. Non posso portare anelli, fare la manicure, allacciare la zip dei pantaloni, annodare le scarpe o agganciare i gancetti del reggiseno, ma qualcosa di positivo però c’è.

Ad esempio, non ho il problema di slogarmi i polsi o rompermi le falangi.

Il mio nome da sempre è René ma è il diminutivo un po’ francesizzato e maschile. Utilizzato da chiunque per chiamarmi, in realtà sono una lei.

Sono del 1976, da sempre l’arte è stata nelle mie vene, i colori, la carta, i sogni.

Quando frequentavo le scuole medie, il mio buon caro professore di educazione artistica, me lo ripeteva sempre; visto i voti che prendevo – di intraprendere il liceo artistico.

Non sono una persona che ha potuto percorrere studi mirati; di solito dico che non ho proseguito gli studi perché avevo poca voglia di studiare, ma quando non ci sono le possibilità, la voglia di continuare scappa direttamente fuori dalla porta senza possibilità di ritorno.

La nascita di un’artista dell’origami

Le Marche, la regione che mi ha adottata, ha fatto nascere e crescere la mia vena artistica ma solo sette anni fa per una serie di motivi ho iniziato questo percorso; difatti sono soprattutto “un’artista dell’origami”, una creativa (un po’) poliedrica.

Un'artista dell'origami….
L'immagine rappresenta un origami ideato e piegato da René Ciampa

Mi piace piegare fogli di qualsiasi misura, colore e natura, dal 1 centimetro e mezzo a quella che posso raggiungere, insomma.

Mi piace anche tuffare “le mani” dentro a barattoli di colore, “sporcare la tela” senza l’uso di pennelli o altro.

Adoro giocare con striscioline di carta e arrotolarle per creare composizioni colorate, questa tecnica si chiama quilling. Imparai questa tecnica durante una pausa lunga più o meno un anno che mi ero presa da tutto il resto.

Con “affettuoso” affetto, la vostra artista dell’origami René.

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