Origami d’Autore

origami d'autore. immagine che rappresenta il copyright

Origami D’autore, ma cosa significa?

Secondo il mio pensiero e probabilmente anche quello di molti altri colleghi, quando si inizia a piegare un foglio di carta non sempre se ne conosce il vero valore.

Chi piega per la prima volta, non parte dal presupposto che ciò che stiamo piegando sia frutto di intuito, di un’idea, di un progetto di una persona che dell’origami ne fa una sua fonte di benessere. Diciamolo, anche economica ma soprattutto morale.

Io personalmente, iniziai con origami tradizionali, tipo la gru, la rana, il pesce ecc. ecc. che, oltre ad essere semplici, si possono insegnare anche ai più piccoli, ed hanno anche un significato ben preciso che potrete scoprire strada facendo.

Per esempio, la gru è simbolo di pace. Un dono prezioso sia per chi la dona e per chi la riceve.

Purtroppo, c’è questo pensiero malsano e comune che l’origami sia solo un pezzo di carta, insignificante e di poco valore.

Certo è piegato con la carta.

Non vi siete mai chiesti se chi lo ha piegato ha utilizzato parte del suo tempo prezioso? Magari poteva utilizzarlo in altro modo, per una persona più importante, per esempio…

Secondo me è proprio questo il problema, non saper dare il giusto valore al tempo di chi per passione e anche per lavoro, crea, piega e dispiega un origami o un’opera d’arte fatta di carta, soprattutto quando un origami viene commissionato; “tanto è solo carta” ed è la classica frase che viene detta da chi non sa cosa significa “Origami”.

No, non è solo carta. Il mio tempo è prezioso quanto il vostro e di certo io personalmente non lo “regalo”, o meglio, se voglio regalarlo, decido io a chi e in che modo. – Origami d’Auto

Un esempio di Origami d’autore

Per dirne uno, Paolo Bascetta ne è un esempio.

Io ho piegato alcuni dei suoi modelli, tipo questo: Cuore Alato di Paolo Bascetta

Dunque, se posso evito di farmi commissionare modelli d’autore.

Non perché non voglia, anzi, bisogna guardare una serie di cose prima di procedere.

Chi mi commissionerebbe qualcosa, dovrebbe conoscere le “regole”.

Deve Essere in grado di comprendere ciò che ho scritto fino ad ora e semmai lo dovessi fare, prima devo interpellare l’artista e se mi dà l’ok, nel costo devo includere -come giusto che sia- la sua parte.

Questo significa dare valore all’idea, all’ingegno di chi lo ha inventato e non trovo giusto prendersi la “paternità”, il “merito” di idee degli altri.